Concentrazione del talento e fragilità della base: il modello finlandese di sviluppo nella pallavolo maschile
Finanziamento pubblico, filiera formativa e scelte federali alla luce del primo podio europeo della Finlandia
Un finlandese in riva al Livenza
Ieri, lunedì 5 ottobre, Nooa Marttila è atterrato in Italia per giocare con la Tinet Prata di Pordenone, neopromossa in SuperLega. Ha 21 anni, è schiacciatore e dieci giorni fa a Milano è entrato nel Dream Team dell’Europeo, accanto a Wilfredo Leon.
L’affare è nato in 48 ore. Il 2 ottobre Prata ha rescisso con il turco Efe Bayram, il 4 il DS Luciano Sturam ha annunciato Marttila, prelevato dall’Arago de Sète dopo due stagioni in Francia (prima Nizza, poi Sète). Oggi è già in palestra.
Il 23 settembre a Torino la Finlandia di Marttila ha eliminato l’Italia campione del mondo ai quarti, 3-2 al tie-break. Tre giorni dopo ha battuto la Slovenia 3-0 e ha preso la prima medaglia europea della sua storia, alla 21ª partecipazione. Nooa ha chiuso la finalina con 19 punti, il fratello Luka con 17.
La domanda di questo pezzo è: come ci è arrivata la Finlandia? Parliamo di un movimento con circa 11.000 tesserati in tutto e, secondo una stima riportata da Yle, meno di 150 ragazzi per leva. Per rispondere servono tre cose: i soldi, le strutture e le scelte dell’ultimo lustro.
Il percorso del bronzo
Il bronzo è arrivato da un girone giocato in casa e da due tie-break vinti in rimonta, con una squadra capace di soffrire.
- Girone C, Tampere (Nokia Arena): Danimarca, Serbia, Belgio, Olanda, Estonia. Battute Belgio e Serbia, persa la gara con l’Estonia.
- Ottavi: Grecia 3-2, rimontando da 1-2.
- Quarti, Torino (PalaVela, 8.260 spettatori): Italia-Finlandia 2-3 (25-21, 26-28, 16-25, 25-20, 13-15). Azzurri avanti 11-8 nel quinto set; l’ace del 12-12 è di Luka Marttila, poi il muro di Nooa su Bottolo. Per Yle è la prima vittoria finlandese sull’Italia in 48 anni.
- Semifinale, Milano: sconfitta con la Francia campione olimpica.
- Finale 3° posto, Unipol Forum di Assago, 26 settembre: Finlandia-Slovenia 3-0 (25-23, 25-20, 29-27), chiusa al quarto match point. Senza il palleggiatore titolare Fedor Ivanov, infortunato: al suo posto il 37enne Eemi Tervaportti, 268 presenze in nazionale, richiamato apposta.
Il risultato pesa oltre la medaglia. La Finlandia sale dal 17° al 10° posto del ranking FIVB, si qualifica al Mondiale 2027 e giocherà per la prima volta la VNL nel 2027. Il miglior piazzamento precedente era il 4° posto del 2007, con l’attuale ct Olli Kunnari in campo.
Le radici: un italiano, un collegio, un paese di 10.000 abitanti
Il modello finlandese è un imbuto stretto: pochi ragazzi, selezionati presto, concentrati in un solo centro e mandati all’estero a 19 anni.
L’eredità di Berruto. Il torinese Mauro Berruto è stato ct della Finlandia dal febbraio 2005 al 2010 e l’ha portata al 4° posto dell’Europeo 2007. Per l’ex nazionale Riikka Lehtonen, oggi commentatrice Yle, alzò il livello di pretesa verso giocatori e federazione. In quella squadra giocavano Olli Kunnari, Mikko Esko e Tuomas Sammelvuo: oggi rispettivamente ct, ex general manager della nazionale e allenatore in Giappone.
Kuortane, il collegio. Il centro olimpico di Kuortane, in Ostrobotnia, è la sede del centro tecnico federale maschile e da quasi vent’anni la casa delle nazionali. I migliori ragazzi ci arrivano a 15-16 anni e frequentano il liceo sportivo, sotto la supervisione del Comitato olimpico. Dall’autunno 2025 la federazione ha spostato le ragazze in quattro centri regionali (Helsinki, Kuopio, Salo, Tampere), tenendo i maschi a Kuortane.
La filiera, nelle parole di Mikko Esko:
- Cinque aree regionali, ognuna con selezioni, raduni e finali nazionali per rappresentative.
- Da lì le nazionali giovanili.
- I migliori a Kuortane, dove si allenano insieme tutto l’anno e formano l’ossatura delle under.
- Poiché la massa è poca, i talenti giocano prestissimo in Mestaruusliiga, la serie A finlandese.
- Poi l’estero.
Il caso Marttila. Luka (2003) e Nooa (2005) vengono da Masku, comune di circa 10.000 abitanti vicino a Turku, club Maskun Kataja. Il padre Antti-Jussi li ha allenati per anni; i ragazzi hanno praticato più sport finché la scelta è caduta sul volley. Entrambi sono andati a Kuortane a 15 anni, poi all’Hurrikaani-Loimaa, dove il coach Jussi Heino li ha messi subito titolari. Nooa ha vinto lo scudetto finlandese 2023-24; entrambi sono partiti per l’estero a 19 anni (Luka a Monza, Nooa a Nizza). Il terzo fratello, Eemi, 17 anni, è oggi a Kuortane.
Il bilancio: meno soldi alla base, più all’élite
Il denaro pubblico per il volley finlandese viaggia su due binari che negli ultimi anni hanno preso direzioni opposte. Il contributo generale del ministero è sceso del 14,7% dal 2021 al 2026; il fondo per l’alto livello è salito del 39% solo nell’ultimo anno.
Nello stesso periodo il basket ha guadagnato il 4% e il floorball il 3,6%; il totale delle federazioni è calato solo del 2,7%. Il contributo generale si calcola per il 35% sul numero di praticanti registrati e per il 19% sui giovani attivi: il calo suggerisce un movimento che si restringe (è una lettura della formula da parte di chi scrive).
Il salto del fondo per l’alto livello ha una ragione precisa. Dal 2026 il ministero lo concentra, negli sport di squadra, sulle nazionali già al vertice internazionale o con possibilità realistiche di arrivarci: la Finlandia del volley rientra nel gruppo.
C’è poi un terzo canale, internazionale. Con il programma Volleyball Empowerment la FIVB ha investito 180.000 dollari nella nazionale maschile: 168.000 per finanziare lo staff tecnico di Kunnari nel 2024-26 e 12.000 per progetti di trasferimento di competenze.
L’ultimo lustro: cosa è stato fatto
Tra il 2021 e il 2026 la federazione ha fatto quattro scelte: un ct-bandiera con contratto lungo, uno staff da club professionistico, un calendario di partite vere ogni estate e l’Europeo in casa. Il percorso parte nel 2022 con la strategia «Lentopallon suunta 2025», che tra le sue cinque linee indica più qualità nel vertice e conti più solidi. Nell’aprile 2023 il direttore sportivo Tapio Kangasniemi denuncia pubblicamente il calo dei ragazzi e chiede più allenamento in Mestaruusliiga.
La svolta in panchina arriva all’inizio del 2024: Olli Kunnari prende il posto di Joel Banks con un contratto 2+2, affiancato da Mikko Esko come general manager e assistente. Nello stesso anno parte il sostegno FIVB Empowerment allo staff tecnico, 168.000 dollari fino al 2026. Il primo anno di Kunnari si chiude con un settimo posto in Golden League; l’estate successiva la Finlandia la vince. A settembre 2025, ai Mondiali nelle Filippine, batte 3-2 la Francia campione olimpica e chiude quindicesima. A ottobre la federazione prolunga Kunnari fino al Mondiale 2027, dopo un primo biennio da 22 partite ufficiali e 13 vittorie, e in autunno decentra il centro tecnico femminile in quattro città, lasciando i maschi a Kuortane.
Il 2026 si apre con la nuova strategia federale 2026-2029, costruita su più praticanti, risultati di vertice ed eventi. A febbraio il ministero alza il fondo per l’alto livello a 475.000 euro e lo lega alle nazionali competitive. In estate arriva il secondo titolo consecutivo in European League, con le finali tra Nokia e L’Aia. A settembre il girone dell’Europeo si gioca alla Nokia Arena di Tampere, che aveva ottenuto i diritti nel marzo 2024. Poi il bronzo: il ranking FIVB passa dal 17° al 10° posto e arrivano la qualificazione al Mondiale 2027 e, per la prima volta, alla VNL 2027.
Il ct. Kunnari, 44 anni, 251 presenze da giocatore, ha imparato il mestiere con il diploma professionale per allenatori a Kuortane, dopo il ritiro nel 2020. Il contratto gli consente di allenare un club d’inverno: fino al 2025 ha guidato l’Akaa-Volley.
Lo staff. Nel 2026 attorno alla nazionale lavorano un vice (Matti Alatalo, dal 2024 anche capo allenatore dei ragazzi a Kuortane), un allenatore per le statistiche, un data analyst, un preparatore atletico, due fisioterapisti, un medico e una psicologa dello sport. È la struttura di una squadra di club di vertice.
Le partite. Golden League ed European League hanno dato ogni estate partite ufficiali contro avversari di pari livello, e le hanno vinte. Esko lo indica come uno dei fattori decisivi, insieme al fatto che tutti i titolari giocano in campionati più forti di quello finlandese.
Il roster in numeri
Tutti i 15 giocatori del bronzo giocano all’estero; all’Europeo 2023 quattro militavano ancora in Finlandia. Sei sono nati nel 2003 o dopo, e l’età media è 25,7 anni (24,9 senza il 37enne Tervaportti, chiamato per la sola finalina).
Il cuore giovane della squadra è nato tra il 2003 e il 2005. Nooa Marttila (2005), cresciuto nel Maskun Kataja, ha giocato l’ultima stagione all’Arago de Sète e ora passa a Prata; il fratello Luka (2003), stesso club d’origine, è al Gebze in Turchia. Al centro ci sono Miika Haapaniemi (2004, Oriveden Ponnistus), oggi al Syros in Grecia, Petteri Tyynismaa (2003, Kortesjärven Järvi-Veikot), al Kagoshima in Giappone, e Alexej Zhbankov (2003, Raision Loimu), ai WWK Volleys München. L’opposto Veikka Lindqvist (2003, Mikkelin Passarit) gioca al Chaumont.
Attorno a loro c’è il gruppo dei nati tra il 1999 e il 2001. In regia Fedor Ivanov (2000), al Gaziantep, e Santeri Välimaa (2001, Kauhavan Wisa), al Lüneburg; Ivanov viene dal Pielaveden Sampo come il centrale Severi Savonsalmi (2000), ora al Montpellier. I liberi sono Niklas Breilin (1999, Rikala Volley), al Chaumont, e Voitto Köykkä (1999, Vilppulan Tähti), al Gdańsk. Niko Suihkonen (1999, Oulun Kisko) e l’opposto Joonas Jokela (1998, Salpis di Hollola) giocano insieme alla Dinamo Bucarest.
I veterani sono due. Lo schiacciatore Antti Ronkainen (1996, Kuusamon Pallo-Karhut) gioca in Belgio al Maaseik. Il palleggiatore Eemi Tervaportti (1989, FC-57), al Gebze con Luka Marttila, è stato richiamato per la finalina dopo l’infortunio di Ivanov.
Tre dati spiccano. I 15 giocatori vengono da 13 club d’origine diversi, quasi tutti di piccoli centri: il talento viene raccolto in tutto il Paese, uno o due giocatori per club. Sono sparsi in otto campionati esteri, con la Francia in testa (quattro). E il gruppo è stabile: per Yle la squadra dell’Europeo è quasi la stessa che ha vinto l’European League.
Le ombre del modello
Il vertice brilla mentre la base si assottiglia: è il rischio principale, ed è la stessa federazione a dirlo.
- Tesserati dimezzati. Nel 1994 i tesserati erano 22.000; dal 2010 oscillano tra 10.000 e 12.000, con un minimo sotto i 10.000 nel 2021. Lo ha scritto nel 2023 il direttore sportivo Tapio Kangasniemi.
- Mancano i ragazzi. Nello stesso intervento Kangasniemi segnala che il totale tiene ma i maschi calano, tendenza che vede in tutta Europa. La stima di meno di 150 ragazzi per leva, riportata da Yle, va letta in questa chiave.
- Un campionato che gioca troppo. Secondo Kangasniemi, in Mestaruusliiga si gioca molto e ci si allena poco; l’obiettivo dichiarato è arrivare a cinque allenamenti per ogni partita, con il calendario della Serie A italiana come riferimento. I finlandesi del campionato hanno in media 24 anni: è una lega di passaggio.
- Contributo base in calo. Il -14,7% dal 2021 è coerente con una base che si restringe, visto che la formula premia il numero di praticanti.
- Fondi a scadenza. Il sostegno FIVB allo staff copre il periodo 2024-26; il fondo ministeriale per l’alto livello dipende dal restare tra le nazionali competitive.
L’esperto di Yle Timo Tolvanen lo ha detto in chiaro dopo la medaglia: ora tocca ai club trasformare l’entusiasmo in nuovi praticanti.
Conclusione: un modello sartoriale
La Finlandia ha costruito un sistema di precisione. Pochi ragazzi, individuati presto in cinque aree, concentrati a Kuortane a 15 anni, titolari in Mestaruusliiga a 17-18 e all’estero a 19.
Sopra questa filiera, l’ultimo lustro ha aggiunto tre cose: un ct con contratto lungo e uno staff da club, partite internazionali vere ogni estate, e soldi mirati all’élite (fondo ministeriale +39%, staff pagato dalla FIVB). Nel frattempo il contributo per la base è calato del 14,7%.
Come dice Mikko Esko, il volley finlandese non può permettersi di perdere un solo talento. Il bronzo di Milano dimostra che il metodo funziona; il calo dei ragazzi dice che il margine d’errore si sta riducendo. Marttila a Prata è il prodotto finito: la domanda è quanti altri ne usciranno dal prossimo imbuto.