Giocano sempre gli stessi. Eppure diciamo che si gioca troppo.
Fuori Rete - Newsletter su volley ed economia dello sport
“Il problema in Italia non è la qualità, è il ritmo folle. Chi è in Nazionale ha un’estate interminabile, poi neanche il tempo di respirare e ricomincia il campionato. Ho visto tanti infortuni, troppe partite. E adesso pure la Supercoppa spostata a dicembre, in Arabia… si viaggia ovunque, tutto per visibilità e interessi economici, ma dei giocatori si parla poco. Siamo diventati dei robot. In Italia serve più attenzione alla gestione fisica: siamo persone, non macchine”. - Osmany Juantorena ad iVolley
Nel volley italiano c’è un paradosso evidente: tutti dicono che si gioca troppo, ma le squadre che vincono sono proprio quelle che cambiano di meno. È il caso più chiaro di divergenza tra narrativa e dati nello sport moderno, imposto sicuramente anche dalla natura dello sport della schiacciata, ma interessante da studiare. In questo primo numero di Fuori Rete ho provato a offrire un quadro chiaro sull’impiego dei giocatori nel Volley di alto livello, non per muovere una critica, ma per mettere sotto i riflettori un aspetto tanto semplice quanto nascosto: nella pallavolo non c’è turnover, è sporadico e strategico nelle nazionali, molto raro nelle attività di club. Le prime 6-7 giornate di Serie A1 femminile 2025/26 e le prime 3 di SuperLega maschile 2025/26 lo mostrano bene: le squadre che stanno davanti sono quelle che hanno ruotato pochissimo. Lo confermano i tabellini e le statistiche: i set giocati e i punti segnati restano concentrati su un blocco di 7-8 titolari. Questo da un lato è dovuto al fatto che la disciplina della schiacciata “lo impone”, dall’altro perchè a differenza di altri sport di squadra, i club generalmente investono molto sul sestetto base, puntando su un blocco di titolari pronto e di controparti un po’ più indietro per livello tecnico.
Il punto, cruciale in un’analisi come questa, è che il volley, a differenza del calcio, è uno sport costruito sugli automatismi. Cambiare troppo non è solo rischioso tatticamente: rompe una catena di sincronismi – ricezione, alzata, primo tempo, copertura – che richiede tempo e fiducia per funzionare. È uno sport che sopporta meglio il carico fisico, ma male il carico strutturale di cambi.
Per questo il vero problema non è il calendario in sé, ormai fitto in ogni disciplina di alto livello, ma la gestione del carico sui giocatori di vertice, i fuoriclasse che reggono tutto il sistema.
Come si misura il turnover
Per capire quanto realmente una squadra ruota, basta guardare la distribuzione dei set giocati. Usiamo un indicatore semplice:
ICS – Indice di Continuità di Sestetto
ICS = (Set giocati dai primi 7 / (Set totali della squadra × 7)) × 100
≥ 85% → rotazione minima, sestetto fisso
70–85% → rotazione controllata
< 70% → squadra che alterna molto
Serve solo a capire quante volte vediamo in campo gli stessi volti.
Serie A1 femminile: la continuità è un vantaggio competitivo
I numeri parlano da soli.
Savino Del Bene Scandicci
Ha disputato 7 partite (26 set). Bosetti 26, Weitzel 26, Antropova 23, Castillo 23, Skinner 22, Ognjenovic 21, Graziani 21.
Totale primi 7 = 162 set su 182 teorici.
ICS = 89%.
Scandicci sta vincendo con le stesse sette.
Prosecco Doc Imoco Conegliano
6 partite (21 set). De Gennaro 21, Haak 21, Wolosz 20, Fahr 20, Lubian 18, Sillah 14, Braga 14.
Totale = 128 su 147 teorici.
ICS = 87%.
Rotazione minima, risultati massimi.
Numia Vero Volley Milano
6 partite (21 set). Egonu sempre dentro (131 punti, il 35% del totale squadra), Bosio e Fersino sempre dentro, Lanier 20, Pietrini e centrali 18.
ICS stimato intorno all’82%.
In sintesi: le prime tre della classifica sono anche le tre che cambiano meno.
La rotazione larga è una caratteristica, non una virtù. Chi ruota troppo, come Macerata, San Giovanni o Vallefoglia, lo fa perché deve cercare equilibrio, non perché ne tragga vantaggio.
SuperLega: rotazione leggermente più alta, ma stesso schema
Nel maschile il campione è più breve, di conseguenza oggi il dato potrebbe differire dal trend reale, ma i dati in linea di massima coincidono con il mondo della femminile.
- Sir Susa Scai Perugia: 12 set, Giannelli, Ben Tara, Plotnytskyi, Loser e Ishikawa sempre dentro → ICS circa 80%. Risultato: sempre in alto.
- Cucine Lube Civitanova: 13 set, Nikolov sempre in campo (80 punti, 38% del totale squadra), Bottolo e Loeppky stabili → ICS intorno all’80%.
- Piacenza: 12 set, molti giocatori tra 6 e 10 set → ICS più basso (~72%), ma stessi punti.
- Modena: rotazione ampia (~75%) ma rendimento altalenante.
- Verona: ICS alto, con Darlan, Keita e Mozic sempre in campo.
Anche nel maschile non esiste correlazione tra ampiezza delle rotazioni e risultati.
I tre giocatori di punta producono oltre metà dei punti di squadra:
- Perugia → 55% dei punti da tre giocatori
- Civitanova → 69%
- Verona → 63%
E sono proprio questi a reggere il carico.
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Perché non ruotano: tre cause reali
Dietro alla mancata alternanza ci sono delle ragioni tecniche e strutturali, che proverò a spiegare nelle seguenti righe nella speranza di sintetizzare bene determinati concetti.
1. Sport di automatismi
Il volley è basato su catene di esecuzione che dipendono dall’intesa tra i giocatori.
Cambiare troppo significa interrompere automatismi costruiti in allenamento.
La priorità è mantenere la qualità del gioco, non la distribuzione dei minuti.
Per questo gli allenatori preferiscono stabilità: la squadra sopporta bene il carico fisico, ma male il cambio costante di interpreti.
2. Monte ingaggi concentrato
Nei roster d’élite il budget si concentra su 5-6 stelle che producono il 60–70% dei punti.
Sono loro a determinare la qualità del gioco e a garantire il risultato.
Chi investe tanto su giocatori come Antropova, Egonu o Nikolov non li lascia in panchina: non ruotano perché sono troppo decisivi.
3. Scudo comunicativo
Quando si dice “si gioca troppo”, in realtà si intende:“i fuoriclasse giocano troppo.”
I giocatori di media fascia (non me ne vogliano) reggono il calendario, ma i top — quelli che devono essere al massimo in sei o sette momenti chiave (Supercoppa, Coppa Italia, playoff, Champions, Nazionale) — non hanno mai vere fasi di recupero.
Un caso emblematico se vogliamo è Simone Giannelli: sei o sette picchi di forma in una sola stagione, imprescindibile per il club e per la nazionale. Quando si parla di sovraccarico, si parla soprattutto di loro.
Il paradosso dell’efficienza
- Sul piano tecnico, vincono le squadre che ruotano meno: ICS alto = più risultati.
- Sul piano strutturale, però, questo modello si regge sullo sforzo continuo dei migliori.
Il volley è uno sport che assorbe il carico, ma lo concentra.
E questo è il punto: non si gioca troppo, si fa giocare troppo sempre gli stessi.
Oggi il calendario è sicuramente un problema, anche se in questo momento vedere spiragli per un cambiamento sembrerebbe utopico. Le attuali regole “impongono” tanto ai club quanto alle nazionali di puntare sempre sugli stessi, con qualche eccezione. Difficile affermare con sicurezza che l’overload non lo produce il numero di partite, ma lo producono le scelte tecniche. Ci sono sicuramente più fattori, e la soluzione indubbiamente coinvolgerà entrambe le parti.
Il nodo: efficienza o sostenibilità?
Il sistema oggi premia chi ottimizza la performance immediata, non chi gestisce le risorse. Ma nel medio periodo, la vera sfida sarà quella di proteggere i giocatori chiave senza rompere gli automatismi di squadra.
Perché il volley, più di qualsiasi altro sport, vive su un equilibrio fragile: l’intesa tecnica e la continuità vincono sul turnover, ma a costo di logorare chi regge tutto.
Fatti interessanti del weekend
1️⃣ Omoruyi superstar, segnale azzurro
Loveth Omoruyi continua a essere la grande certezza di Vallefoglia e uno dei segnali più incoraggianti per la nazionale italiana. Nell’ultima gara ha chiuso con 22 punti, il 57% in attacco e il 47% in ricezione, dimostrando una maturità tecnica ormai da top player. La sua costanza di rendimento fa la differenza e la proietta tra le schiacciatrici più complete del campionato. Una giocatrice che oggi rappresenta la perfetta sintesi tra potenza, equilibrio e consapevolezza tattica.
2️⃣ Pietrini ritrovata
Dopo un avvio in chiaroscuro, Elena Pietrini sembra aver ritrovato fiducia e incisività. Nel successo di Milano a Perugia ha messo a segno 12 punti con due muri pesanti nei momenti decisivi, offrendo solidità anche in seconda linea. Il ritorno della sua brillantezza tecnica è una notizia importante per coach Gaspari, che conta su di lei per dare continuità offensiva. Un segnale anche per Milano, che ritrova una schiacciatrice di equilibrio e qualità.
3️⃣ Bergamo, parola d’ordine: leggerezza
Il presidente Veneziani ha invitato la squadra a ritrovare serenità dopo una serie di gare ravvicinate e qualche calo di concentrazione. “Ci è mancata lucidità, ma dobbiamo giocare liberi mentalmente”, ha dichiarato. Bergamo resta una squadra giovane e talentuosa, che paga l’inesperienza ma mostra buoni margini di crescita. L’obiettivo ora è tornare a divertirsi, perché solo così potrà tornare a competere con continuità.
4️⃣ Conegliano imbattuta e dominante
Le Pantere di Santarelli non conoscono soste: sei vittorie su sei e dieci successi consecutivi nei precedenti contro Bergamo. Il dominio nasce dalla capacità di mantenere costanti intensità e qualità, ruotando pochissimo ma esprimendo un gioco impeccabile. Conegliano è un sistema collaudato che vive di automatismi, letture rapide e una chimica di gruppo perfetta. La continuità resta la sua arma più affilata.
5️⃣ Vallefoglia-Chieri, armonia e ritmo
La sfida tra Vallefoglia e Chieri ha mostrato due squadre in piena crescita, accomunate da un’identità di gioco corale e da una costruzione ordinata del punto. Anna Gray ha parlato di “armonia”, e in effetti entrambe le formazioni puntano su equilibrio e organizzazione. Sono modelli tecnici simili che funzionano: attacco distribuito, difesa attiva e ritmo costante. Un duello tra due realtà che lavorano nel medio periodo.
6️⃣ Verona a punteggio pieno
Rana Verona continua la sua marcia perfetta in SuperLega. Il 3-0 netto contro Milano conferma una squadra in fiducia, capace di imporsi con ritmo e ordine. Keita e Mozic formano una coppia offensiva devastante, mentre Darlan cresce gara dopo gara. La squadra di Soli si distingue per compattezza, entusiasmo e una condizione atletica invidiabile. È la sorpresa più piacevole di questo avvio di stagione.
7️⃣ Nikolov cannoniere assoluto
Aleksandar Nikolov è il volto simbolo della Lube Civitanova in questo inizio di stagione. Con 80 punti in tre giornate, firma il 38% dei punti totali della squadra, numeri che lo rendono il miglior realizzatore della SuperLega. A soli 21 anni è già il riferimento tecnico e psicologico dei marchigiani, dimostrando personalità e continuità da veterano. Il suo rendimento tiene in alto una Lube ancora in costruzione.
8️⃣ Cuneo e Piacenza, prove di riscatto
Cuneo e Piacenza si affrontano dopo risultati altalenanti, entrambe in cerca di identità e stabilità. Il tecnico Mandiraci ha parlato di “livello di gioco da mantenere alto sin dall’inizio”, segno di un gruppo che vuole crescere. Due squadre con ambizioni medio-alte che stanno lavorando per migliorare la gestione dei momenti chiave. La sfida diventa banco di prova per capire chi saprà fare il salto di qualità.
9️⃣ Monza finalmente sorride
Dopo un avvio complicato, la Vero Volley Monza ritrova il successo e l’entusiasmo del proprio pubblico all’Opiquad Arena. Il successo contro Milano è stato più di una vittoria: un segnale di reazione e di fiducia. La squadra ha mostrato una nuova solidità, con difesa più attenta e un servizio più incisivo. Ora serve continuità, ma la direzione intrapresa è quella giusta.
🔟 Lube-Cisterna, una classica moderna
Civitanova e Cisterna si sono ormai abituate a sfidarsi: quella di questa settimana è la sesta volta in pochi anni che si incontrano in Regular Season. Nei precedenti, la Lube ha sempre avuto la meglio, ma i set sono spesso stati equilibrati. È una rivalità giovane ma già carica di significato, tra una corazzata abituata a vincere e una realtà in crescita che prova a ridurre il gap tecnico con coraggio.
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