Siamo sempre i migliori al mondo?
Analisi comparata di classifiche, quozienti e fondamentali nelle regular season 2023/24–2025/26: stabilità del vertice e trasformazione della base nel sistema pallavolistico italiano
Anatomia statistica di A1 e SuperLega dal 2023 al 2026
Per capire se il movimento italiano sia ancora il riferimento mondiale non basta osservare le coppe europee o i nomi dei roster. Occorre entrare nella struttura competitiva delle regular season, leggere la traiettoria delle classifiche, confrontare quozienti, produzione offensiva, equilibrio dei set e soprattutto analizzare cosa accade nella fascia medio-bassa, cioè lì dove si misura la salute profonda del sistema.
Nel triennio 2023/24–2025/26 A1 femminile e SuperLega maschile offrono due curve evolutive differenti. Entrambe conservano un vertice di livello assoluto, ma divergono nel modo in cui si distribuisce la qualità lungo la classifica.
A1 Femminile: dal dominio verticale alla compressione orizzontale
Il vertice resta guidato da Imoco Volley Conegliano, che tra 2023 e 2026 colleziona due stagioni da imbattuta e una da 25-1. Ma il dato interessante non è la continuità del primato, bensì il ridimensionamento dei margini. Nel 2024/25 il quoziente set della capolista tocca 11.14; nel 2025/26 scende a 4.47. Significa che le sconfitte restano quasi inesistenti, ma aumentano i set concessi.
Osservando la classifica nel suo complesso, il gap tra prima e ultima scende progressivamente: 64 punti nel 2023/24, 63 nel 2024/25, 55 nel 2025/26. È una variazione significativa. Non dipende da un calo della prima, bensì dalla crescita produttiva della parte bassa. Le ultime conquistano più punti, aumentano i quozienti set, migliorano la differenza punti fatti/subiti.
La fascia alta, con Savino Del Bene Scandicci, Vero Volley Milano e Igor Gorgonzola Novara, rimane stabile tra 55 e 63 punti. Tuttavia anche qui si osservano micro variazioni: Novara cresce nei punti per set (da 1.728 a 1.831), Milano registra il picco assoluto di punti totali nel 2024/25, mentre il numero massimo di break point di lega scende nel tempo. È un segnale tecnico: il side-out medio migliora, le squadre difendono e contrattaccano meglio.
La medio-bassa femminile: trasformazione silenziosa
Tra 2023 e 2026 la fascia tra 7ª e 14ª posizione cambia radicalmente. Nel 2023/24 la distanza tra la 7ª e la 12ª era ampia sia nei punti sia nei quozienti set; nel 2025/26 questa distanza si riduce. Le squadre collocate tra la metà e la parte bassa della classifica mostrano un aumento medio nei punti per set rispetto al primo anno analizzato.
Volley Bergamo 1991 passa da una stagione di sofferenza nel 2023/24 (19 punti) a due campionati stabilmente oltre quota 34. Megabox Vallefoglia compie il salto più evidente: nel 2023/24 viaggiava a 1.514 punti per set, nel 2024/25 sale a 1.841, nel 2025/26 si stabilizza a 1.694 restando competitiva. Non si tratta solo di scalare la classifica, ma di innalzare la soglia tecnica interna.
La coda vera e propria riduce l’entità delle sconfitte nette. I quozienti set delle ultime due stagioni sono superiori rispetto al 2023/24. Le partite non finiscono più sistematicamente 3-0; aumentano i quarti set e i tie-break. È la dimostrazione che la densità competitiva complessiva è cresciuta.
In sintesi, l’A1 femminile passa da un modello verticale — con un vertice schiacciante e una coda fragile — a un modello più orizzontale, nel quale la distribuzione delle prestazioni si comprime pur mantenendo l’eccellenza in alto.
SuperLega: vertice invariato, base ancora distante
Nel maschile il vertice rimane nelle mani di Itas Trentino e Sir Susa Vim Perugia, con punteggi praticamente sovrapponibili nelle tre stagioni. I quozienti set restano superiori a 2.8 nelle annate più dominanti e oltre 3 nel 2025/26 per la capolista. Il picco tecnico non si modifica.
L’analisi dei fondamentali conferma la stabilità: attacco tra 51% e 54% di positività, efficacia costante, ace per set e muro per set senza variazioni sistemiche. È una lega tecnicamente matura, non in espansione ma nemmeno in flessione.
La medio-bassa maschile: polarizzazione persistente
È qui che emergono le differenze più marcate rispetto al femminile. Nel 2023/24 l’ultima classificata chiude con quoziente set 0.34; nel 2025/26 si scende addirittura a 0.22. Il gap punti tra prima e ultima resta strutturalmente ampio: oltre 50 lunghezze in tutte le stagioni.
Le squadre collocate tra l’8ª e la 12ª posizione migliorano solo marginalmente nei parametri offensivi. L’efficacia d’attacco rimane sotto 0.40 in diversi casi, il muro per set non cresce, la ricezione positiva non registra scarti significativi. La fascia centrale — con Gas Sales Bluenergy Piacenza, Cucine Lube Civitanova e Valsa Group Modena — si compatta nei quozienti punti, ma la base non accorcia la distanza dal vertice.
La SuperLega conserva un’élite mondiale, ma non mostra una crescita diffusa nella parte inferiore della classifica. Il sistema resta fortemente piramidale.
Conclusione: primato solido, traiettorie diverse
Il confronto tra 2023 e 2026 racconta due modelli. L’A1 femminile evolve verso una maggiore compressione competitiva, con una riduzione del gap e una crescita tecnica della fascia medio-bassa. La SuperLega mantiene un picco tecnico invariato, ma senza espandere significativamente la base.
Siamo ancora tra i migliori al mondo? Guardando ai valori assoluti del vertice, sì. Le percentuali d’attacco, i quozienti set e la produzione delle prime squadre restano parametri di riferimento internazionale.
La differenza, oggi, sta nella profondità del sistema. Nel femminile la qualità si distribuisce meglio lungo la classifica. Nel maschile la qualità resta concentrata in alto. Ed è proprio questa differenza che definirà il prossimo ciclo evolutivo della pallavolo italiana.